Anzi, siamo onesti fino in fondo: volevo smettere di ammazzare piante di basilico e averne una che non morisse perché non ero stata capace di prendermene cura.
Volevo essere diversa, ma non sapevo che stavo cercando tutt'altro. Volevo essere diversa dalla me che conoscevo e ho scoperto di non essere mai stata me stessa.
Quindi alla fine dei conti ora ho più di una pianta di basilico e ho altre piante e, della mia vecchia vita, mi manca forse solo uno spazio per scrivere.
Ecco riformuliamo il concetto: non scrivo più perché non mi riconosco in uno spazio, il mio spazio, che io stessa ho delimitato per non andare fuori tema. E il mio tema è cambiato, si è ampliato e si è anche illuminato.
Così ho pensato che per ricominciare dovevo creare uno spazio nuovo, delle nuove stanze bianche da scrivere e per scrivere. Come faccio ora, alle 4:17 di un Sabato mattina di fine Agosto, con una mano mentre tengo con l'altra in braccio la mia gatta, che nemmeno con il caldo cocente rinuncia a starmi appiccicata ogni volta che può. Ho aperto una nuova stanza bianca da scrivere e personalizzare, stavolta con il basilico che finalmente ho dopo tanti anni.
Io e il Basilico
Ho scoperto che il basilico cresce meglio se lo cresci da seme e che, in generale, è meglio ripiantare nella terra quello che ti capita di comprare nei centri specializzati o al supermercato. Questo perché "non ce lo dicono" (mi fa tanto ridere questa frase!) ma quella torba in cui è piantato non è buona per una crescita sana della piantina.
Quindi o la ripianti in un substrato da orto e allora, dopo un attimo di disorientamento, cresce rigogliosa o, con lo stesso substrato, semini i semi e allora le piantine che nasceranno saranno già abituate all'ambiente in cui le puoi coltivare e non ci sarà più il problema del troppo o il troppo poco sole o le correnti d'aria e via dicendo. Il basilico crescerà lo stesso, con il cipiglio sfrontato di uno che vuole farsi spazio.
Poi potrai decidere di separare le piantine oppure di lasciarle tutte insieme. Ma non cimare il basilico prima che abbia fiorito! Anche questo l'ho scoperto a mie spese!
Ci dicono sempre di cimare il basilico, così cresce meglio e più rigoglioso. L'ho fatto per un paio di mesi. Il mio basilico provava a prepararsi a fiorire e io immancabilmente gli cimavo la parte in procinto di fiorire. Poi l'ho lasciato fare, convinta che la stagione sarebbe finita e quindi forse la pianta sarebbe morta. Ecco, non so come dirlo, ma è più vivo che mai! Ho lasciato fiorire i fiori fin quasi in cima e poi ho tolto tutta la parte di ramo con quel che rimaneva dei fiori prima che seccasse tutta la restante parte del ramo. E il basilico non solo ha ripreso di vigore, ma ha messo un sacco di foglie nuove ed è tornato ad essere folto.
Il basilico fiorisce con piccoli fiorellini bianchi raggruppati in cerchi che diventano via via più piccoli verso la cima. Anzi la cosa interessante è che la fioritura parte dal cerchio più basso, sfiorito questo, comincia a fiorire il cerchio superiore e quando sfiorisce si passa al successivo. Quindi il trucco sta nel farlo fiorire fino a tre quarti dello stelo interessato e poi a rimuovere quella parte di ramo da un cm sotto il cerchio di fiori più basso. E il gioco è fatto. Se si vuole recuperare tutto della pianta, basta controllare negli alveoli lasciati vuoti dai fiori; se sembra ci sia qualcosa di nero (di solito si trovano negli alveoli lasciati dai fiori che hanno fiorito per primi), quelli sono i semi che basta rimuovere con estrema pazienza (ce ne sono in media 3 per ogni fiore) per recuperarli e ripiantarli in futuro, e, se invece non sembra esserci nulla di nero, vanno rimossi e raccolti in una retina o in un piattino e lasciati all'aria - non al sole-, finché non si seccano. Non diventeranno marroni, ma rimarranno di un verde leggermente spento e faranno il rumore della carta quando saranno secchi. Essiccati, pare, che possano essere usati per i sughi o per condire qualsiasi cosa regalando il profumo e il sapore del basilico, ma questa è una cosa che non ho ancora provato.
Ma li ho messi da parte. Metti caso che...
Cosa mi ha insegnato il basilico
Mi ha confermato che serve "conoscere" per fare le cose. Il basilico è un po' come un gatto, che se non ci sai stare insieme non ti si fila e a volte ti odia perché lo infastidisce il pensiero che tu non lo capisci. Il basilico invece non ti odia, o forse lo fa in modo diverso, muore e non lo fa lentamente dandoti delle avvisaglie. No, lui un giorno c'è, quello successivo è tutto moscio e lì, non c'è rimedio, è l'anticamera de "Lascio questo mondo infame e di dolore nella speranza che venga un mondo migliore!".
Nel mio caso il "sapere" viene da migliaia di ore di video di gente che pianta e coltiva ortaggi di tutti i generi, che spiega strategie di coltivazione varie, dalla naturale e organica all'intensiva.
Interessante e istruttiva, non c'è che dire, ma con l'unico difetto che loro progettano su ettari di terreno o terrazzi enormi e il mio balcone è largo a malapena un metro e mezzo e prende il sole alla mattina per 10 mesi l'anno dall'alba fino alle 10 in inverno e all'una d'estate. Quindi il mio sapere è stato adattato, rivisto in piccolo. Io sposo l'idea di agricoltura organica rigenerativa.
Il che mi rende particolarmente orgogliosa di me stessa perché, posso dire con orgoglio che appartengo ad un movimento, che non inquino con prodotti chimici e che tendo a rigenerare il terreno che utilizzo in modo da poterlo riutilizzare per altre coltivazioni. Il che poi si traduce in buona sostanza al fatto che:
- non servono milioni di concimi o terricci particolari ma solo il substrato e un ammendante (un prodotto di origine o animale o vegetale o minerale che dia lo sprint giusto alle piantine per radicare)
- che le piante non solo lì da sole in un vaso ma che possono accompagnarsi con altre con cui crescere insieme
- che tutte le piante concorrono a lasciare nutrienti nel terreno in cambio di quello che prendono per crescere.
Ma il basilico mi ha insegnato anche che si può arrivare a gestirlo e a curarlo senza stress, e che quando ci si trova in sintonia lui crescerà ovunque - il mio vive in un contenitore da supermercato perché, devo ammettere, che quando ho piantato i semi non ero così "confident" che sarebbe sopravvissuto a me - e in qualsiasi condizione. Quindi le cose possono riuscire e anche cambiare, ma per farlo si deve accettare la realtà, o forse meglio, accoglierla. Devi ri-arredare il tuo spazio e, se non ti riesce devi trovare una casa nuova. Lo devi fare, convinta di quello che vuoi, mantenendo le cose buone e lasciando andare quelle tossiche o limitanti.
Quindi ecco aperta la prima stanza, poso qui il basilico a far colore.
Have a good day,
Simona